
Decreto PNRR 2026: cosa cambia per fotovoltaico e CER
Decreto PNRR 2026: oltre 4 miliardi per CER, agrivoltaico e biometano. Cosa è cambiato davvero e perché non è un nuovo bando a cui fare domanda.
Aggiornato a ottobre 2026. Gli incentivi PNRR si muovono per decreti e regole operative GSE: verifica sempre lo stato della misura sul sito del GSE prima di impostare un investimento.
Hai letto che il decreto PNRR 2026 stanzia oltre 4 miliardi per rinnovabili e stai cercando come fare domanda. La risposta onesta è che, per la parte che riguarda le Comunità Energetiche, non c'è una domanda da presentare: lo sportello è chiuso dal 30 novembre 2025 e non è stato riaperto. Quello che il decreto ha cambiato riguarda chi è già dentro. Vale la pena capire la differenza, perché incide su quello che puoi fare adesso.
Cosa contiene davvero il decreto (e cosa non è)
Il riferimento è l'articolo 27 del D.L. 19/2026, il cosiddetto decreto PNRR, che riorganizza tre misure della Missione 2 Componente 2 del Piano. Il GSE subentra al Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica nei rapporti con i beneficiari e ne diventa il gestore operativo. Le Regole Operative sono state pubblicate il 30 marzo 2026.
La ripartizione delle risorse è questa:
- Facility CACER (Comunità Energetiche Rinnovabili e gruppi di autoconsumo): 795,5 milioni di euro;
- Facility Agrivoltaico: 1,099 miliardi;
- Facility Biometano: 2,236 miliardi.
Oltre 4 miliardi, il numero che gira nei titoli. Ma la formulazione corretta è quella usata dal GSE stesso: non si tratta di un nuovo bando. È il quadro operativo con cui vengono gestiti i progetti già ricevuti. Per la Facility CACER, i progetti validi sono quelli arrivati entro il 30 novembre 2025.
Ad agosto 2026 la dotazione CACER è stata integrata di 246 milioni, portandola a circa 1.041,5 milioni. Anche quei fondi servono a coprire richieste già presentate, non ad aprire una finestra nuova.
📌 Dato di mercato
Il contributo a fondo perduto per le CER vale fino al 40% dei costi ammissibili e riguarda impianti in Comuni con meno di 50.000 abitanti. Trovi ancora in circolazione la soglia dei 5.000 o dei 30.000 abitanti: sono valori superati. Se hai scartato un progetto in passato per una soglia che non esisteva più, vale la pena rifare il conto.
Cosa è cambiato per chi è già dentro
Se la tua CER o il tuo gruppo di autoconsumo ha presentato domanda entro novembre 2025, il decreto ha riscritto il calendario. Tre scadenze contano:
- Accordi di concessione: il calendario originario delle Regole Facility CACER indicava il 30 giugno 2026; la pagina GSE della misura riporta il 31 agosto 2026 e il GSE ha pubblicato atti anche successivamente. Per la singola pratica fa fede l'atto o la comunicazione GSE.
- Entrata in esercizio: entro 24 mesi dalla comunicazione dell'accordo di concessione.
- Termine ultimo: 31 dicembre 2027 per CER e gruppi di autoconsumatori. Oltre quella data non si va, qualunque sia la data del tuo accordo.
Sull'erogazione, le regole si sono fatte più praticabili. Per impianti fino a 200 kW puoi scegliere tra un anticipo fino al 30% del contributo, assistito da fideiussione bancaria o assicurativa, e il saldo in un'unica soluzione. Tra 200 e 1.000 kW si aggiunge la possibilità di un pagamento intermedio del 40% a fronte di costi già sostenuti per pari importo. La richiesta di saldo va presentata entro 120 giorni dall'entrata in esercizio e dopo aver richiesto l'accesso alla tariffa incentivante.
Due vincoli da non sottovalutare: il divieto di doppio finanziamento sugli stessi costi ammissibili — il contributo non si somma ad altri contributi europei, crediti d'imposta o incentivi sulla medesima spesa — e il rispetto del principio DNSH (Do No Significant Harm), su cui il GSE effettua verifiche.
Agrivoltaico: il GSE prende in mano le pratiche
Per l'agrivoltaico il decreto opera soprattutto un cambio di regia. Il GSE subentra al Ministero nei rapporti con i soggetti già beneficiari di provvedimenti adottati prima dell'entrata in vigore del decreto, e gestisce stipula degli accordi, monitoraggio e erogazione dei contributi in conto capitale.
Il quadro tecnico di riferimento resta in piedi: il D.M. 22 dicembre 2023, n. 436 continua ad applicarsi per le parti compatibili, così come le Regole Operative approvate con decreto dipartimentale n. 251 del 31 maggio 2024. Anche qui l'entrata in esercizio è fissata a 24 mesi dalla comunicazione dell'accordo di concessione.
Per un'azienda agricola la conseguenza pratica è una sola: l'interlocutore e la piattaforma cambiano, i requisiti tecnici no. Se stai valutando un'offerta agrivoltaica, i parametri da verificare sono quelli del quadro normativo di settore, non quelli del decreto PNRR.
Cosa puoi fare adesso, concretamente
Qui serve chiarezza, perché è il punto dove molti perdono tempo.
Se cerchi il fondo perduto del 40% per una CER nuova: oggi non è accessibile. Lo sportello nazionale è chiuso e non ci sono indicazioni di riapertura. Se qualcuno te lo propone come disponibile, chiedi il riferimento documentale prima di firmare qualunque mandato o incarico di consulenza.
Se la CER esiste o la stai costituendo: la leva disponibile resta la tariffa incentivante sull'energia condivisa, riconosciuta per 20 anni, fino al raggiungimento del contingente di 5 GW e comunque non oltre il 31 dicembre 2027. È una misura diversa dal fondo perduto e funziona anche senza di esso.
Se sei un'azienda: il canale per il fotovoltaico non è il PNRR. È il Piano Transizione 5.0, la cui piattaforma è operativa dal 12 giugno 2026, con logiche e requisiti propri.
Se sei un privato: il tuo riferimento è la detrazione fiscale — 50% per le spese 2026 con i requisiti dell'abitazione principale, 36% negli altri casi ammessi — che non è cumulabile con il fondo perduto sullo stesso impianto.
Prima di tutto, comunque: verifica se esiste un bando regionale aperto. Diverse Regioni mettono a disposizione risorse proprie per CER e autoconsumo, con finestre e importi limitati, e sono spesso l'unico canale a fondo perduto effettivamente percorribile oggi.
Cosa fare adesso. Smetti di cercare il bando nazionale e fai due verifiche in sequenza: se il tuo Comune è sotto i 50.000 abitanti e se la tua Regione ha una misura aperta. Poi scegli lo strumento in base a chi sei — tariffa CER, Transizione 5.0 o detrazione — invece di aspettare una riapertura che nessun documento ufficiale annuncia. Un investimento costruito su un incentivo che non c'è è un investimento da rifare.
Se stai valutando un preventivo costruito su un incentivo che ti è stato presentato come certo, l'analisi Suen4All verifica la compatibilità tra l'offerta e la misura che dovrebbe sostenerla — prima che diventi un problema in sede di domanda.
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